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3 gennaio 2009
Trasformismi
il baraccone si è trasferito su http://wannadestroyeunnomepiuttostostupido.wordpress.com/
| inviato da wannadestroy il 3/1/2009 alle 12:11 | |
12 dicembre 2006
Tornai. Dagl'inferi.
Capolinea. Arriva. Arriva calmo di quella calma che ha lo
sguardo concupisciente e superiore la certezza dell'ineluttabile. Ecco. Basti immaginare la testa del treno con occhi
socchiusi e sorriso sornione che cinge una pipa. E' una tappa di quel treno, ma la partenza di chissà quanti
passeggeri, che da li dirameranno verso altri lidi, altre mete discutibili o
meno. E partono. E si ferma e parte. Si gira e non li vede . Mai
. Se gliene dispiace?No.Nonò.L'ha dimenticata la perversione
di spulciare e annusare, incuriositi investigatori nei bagni di case altrui. Lo
sherlok Holmes della ritirata. Apri il cassetto sposta lo specchio annusa il
deodorante all'aloe immagina come si defeca proprio qui e immagina chi lo fa,
come assassino che collezioni cadaveri degli sventurati tenendoli in casa e
scrutando il terrificante ghigno della morte con gli occhi di chi l'ha inferta,
scostando la maglia a mostrare quello sputo di pelle immaginato chissà come una
volta pulsante, ora terribilmente
senz'anima. E' arrivato -ciufciuf- a portare via vecchie sezioni. E che
per arrivare sia servito prenderlo volte, non ditemi che non sia stata una
giocolera del fato. Te, burlone!Esponi fero le tue bandiere incolori, ma le
piazzi per bene,eh? Bah.
| inviato da il 12/12/2006 alle 22:38 | |
13 agosto 2006
Rettoscopia di dipartita sommessa
Sommessamente il lupo grigio e ringhiante torna nella caverna e la sigilla con un masso riempiendo gli spazi tra questo e l'ingresso dell'antro con del silicone. Il sole proprio non lo soffre, e il bagliore fulgente di queste giornate lo ha costretto a battere in ritirata. Splende e riluce il bagliore lì fuori, le nuvole -vecchi ricordi di presagi ingenti- hanno il solo fone di abbellire, ormai, e di rendere completo un cielo che altrimentisembrerebbe vuoto. E sono di quelle nuvole bianche e soffici, che i grossi funerei e carichi nuvoloni se li è portati dietro il lupo grigio, in una valigetta contenente altresì una scaletta, un cappio e un tubetto di schiuma da barba da viaggio. Il girasole si nsconde dietro una sua foglia speranzoso di celare il proprio imbarazzo ghignante e la sua bocca. "Eheh! Quando si dice levare le tende..!" silenzio post-risata. L'aria si rarefà in tanti cubi.Il sole si gira di scatto"Io ti amo!"
| inviato da il 13/8/2006 alle 10:52 | |
10 agosto 2006
Martello|colpisci|affonda|ripara
Monta l’autocoscienza. Come sempre passa dal bagno senza rendersi conto effetivamente di cosa doveva fare. Troppo da pensare, mai abbastanza . Come sempre sio sofferma un paio di secondi allo specchio per vedere se le ombre di vergini uomini e santi aureolati che lo terrorizzavano ci sono, come sempre. Non ci sono, no. Allarga un sorriso ebete, perché finalmente non vedè più ombre, né se stesso. Resterebbe ore a fissare ciò che vede ora,e sa che non c’è bisogno neanche di stare rigido davanti uno specchio con una gamba ostinata e un accendino nero nella mano destra. La nuvoletta parte dal cerebro alzata dal vento e va a finire boh. Sguardo ancor più ebete verso la finestra chiusa. Se lo gode, quel bagno. Con lo stesso piglio dei centometristi che battono record mondiali e tornano nello stadio, sulla pista, ad assaggiare il vuoto che finalmente hanno creato dietro di loro, e non innanzi. Il sorriso si inebetisce in modo proporzionalmente diretto al sorriso, che lascia intravedere un timido dente bianchiccio. Il cerchio si chiude: gli piace, quel dente. Si chiude ancora, cinge e stringe. E dimostra. Dimostra la felicità del non dover dimostrare niente, dopo una vita sul palcoscenico.. stringe l’accendino, pensa che un dente mostrato da pensieri autogeni non possa ingenerare a sua volta un pensare così aereo e vorticoso, così poco attinente. Pare. È sempre stato così. E lo sa. In spiaggia toglie gli occhiali da sole e la vede, la differenza. Li vede i colori reali. Non ha dadimostrare nulla, no. Qualcuno l’ha gia fatto per lui. Lo spettacolo è finito, si ritira a vite private. Non vuol fare altro che ringraziare l’immagine dello specchio. Quella nuova, quella non sua, quella che vede nel dente bianchiccio. Quella che vede ovunque, quella che vedrà ancora, e ancora, e della quale non si stancherà mai.
| inviato da il 10/8/2006 alle 18:16 | |
7 agosto 2006
“Forse per il fatto di trovarmi a letto con te, avendo a casa un marito e due figli.”
E nel frattempo gente con occhiali spessi un paio di centimetri scrutavano cupole e stile normanno di chiese che non avevano mai visto prima. Le loro macchine fotografiche pendevano da colli bianchicci ma arrostiti da un sole turista anch’esso assumendo sempre più, incontrovertibilmente, le fattezze di una zavorra che li ancora saldi ai sampietrini della piazza della chiesa madre.
E nel frattempo ciò che invece richiamava la sua attenzione famelica eran le targhe delle automobili, così diverse da quelle che aveva sempre conosciuto. Sì, lo esaltava vedere due lettere diverse dalle solite sui culoni metallici e i musetti baffuti delle auto. O, per dire, la diversa disposizione dei Mcdonald’s indigeni. Era da materialisti, se ne rendeva conto. Ma è anche la testimonianza più concreta del suo arrivo alla punta della freccia che aveva tracciato da casa, da non sa più quanti anni. L’atmosfera rarefatta di 2 bombole di elio che rendono volatili agli occhi dei non udenti e soprattutto ai suoi, bombole con iride scuro, battito di ali in sincrono con quello di ciglia. ”Iiffffff…Ssciùùùù…” Altro etere, prego.
”Consuma qui o porta via?” ”Ehm…Sa: è che….. Boff.. – baluginii cerebrali paralleli alla risposta lo distolgono facendogli notare che sta iniziando inspiegabilmente ad usare espressioni/reazioni idiomatiche e istrioniche come questo ‘boff’. E caricaturalmente più del necessario - .…Lo metta in un sacchetto. Semmai lo consumo strada facendo.” Era ormai disilluso dall’opportunità di gustarselo a casa, ma quantomeno il sacchetto voleva portarselo dietro, a prodotto consumato. No, di solito nei take-away non ce li mettono gli ingredienti sul retro. Di certo la risposta stava scritta dietro il sacchetto. Controlla, “Non si sa mai”. Nessuna colonna nera a caratteri piccoli e scientifici. Spazio vuoto. Ma la legge, lui, la risposta.
| inviato da il 7/8/2006 alle 19:10 | |
23 luglio 2006
"la porta del gabinetto" di hans christian andersen
 "ma lei zoppica?" arrossii! ero però in vena d'improvvisazione. gli dissi che ero scivolato mentre uscivo dal caffè, e designai proprio il caffè ove m'era capitato quell'accidente. temetti ch'egli potesse attribuire la mia tombola ad annebbiamento della mente per l'alcool, e ridendo aggiunsi il particolare che quando caddi mi trovavo in compagnia di una persona afflitta da reumatismi e che zoppicava.
| inviato da il 23/7/2006 alle 18:2 | |
24 maggio 2006
Presto..presto..
Sì, presto ritornerò. Intanto si fuma e si mangian liquirizie. Ma presto ritornerò. oh, se lo farò.. Tornerò in rete.. Anche.
wd?unilateralemonotematicopensasempreesoloaunacosao\eaunpianetao\eawdrlaLd. noncisonocontroindicazioni.
| inviato da il 24/5/2006 alle 13:37 | |
25 marzo 2006
wrekgud consiglia[sono ancora in de internettizzazione ma il notaio posta per me]
Le mani in tasca. I piedi sicuri nel buio dell’asfalto notturno, ferro arrugginito da calciare. Blu e neri ad occupare lo sguardo. Quanto al sorriso ebete appeso alle labbra, dichiarava di non sapere nulla. Nulla che potesse essere confessato. Nulla di cui volesse rendere partecipe il mondo intero- ammesso che al mondo fregasse qualcosa, in fondo.
Poi era scomparso, preceduto dal VIBRVIBR del cellulare che stringeva in tasca. Nessun rumore, nessun effetto speciale. Si era dissolto nella condensa del respiro.
Cinque minuti ed eccolo di nuovo, apparentemente immutato nell’aspetto. Stesso vicolo. Auto. Casa cadente. Sporco. Un lampione. Sotto il lampione un cassonetto. Ed è lì che si ferma.
“SCOMPARSO”, questo recita il manifesto tristemente affisso sullo sportello. “Che triste fine- si potrebbe dire, l’intera esistenza condensata in nove lettere grigie impiccate al bianco di un’eternità ancora peggiore”.
Ma poco sotto una foto conclude l’opera. E la faccia così grande, la bocca disordinata, ma ancora meglio gli occhi…sa di averli già visti.
Un flash di tramonti vallate rosa fucsia orizzonti anneriti. E ancora il sapore in bocca. Sorride.
E la faccia così grande, la bocca disordinata, ma ancora meglio gli occhi…sa di averli appena visti.
Sorride ancora. Non ha bisogno di avvicinarsi alla foto per decifrare il nome dell’uomo che vi è ritratto.
Riprende semplicemente a camminare, un ultimo sguardo rivolto al lampione.
E tre parole.
“Alla prossima, Bosniak”.
| inviato da il 25/3/2006 alle 15:58 | |
16 marzo 2006
Non è come credi..lascia che io ti spieghi...
on air: Lezione in laboratorio d'informatica
Pausa indotta causa de-internettizzazione. I'llcomebacksoon. Se qualcuna mi cerca, mi trova su saturno. Non da solo. No.
_proud_
wd?
| inviato da il 16/3/2006 alle 15:41 | |
10 marzo 2006
I nostri esperti sono disposti ad offrirvi un preventivo gratuito. [o del quanto questo post voglia migliorare le cose. ZERO connotazione negativa]
On air: Radiohead - No surprises
No: è che vedere i leoni della giungla, in tv, può anche farti paura, sebbene siano parecchio lontani. Che poi uscendo di casa un cane randagio possa azzannarti le gambe, è un altro discorso.
E’ un’eventualità, delle peggiori, delle ipotesi. Ma pensare che ogni giorno, un giorno qualsiasi, un aereo possa caderti in testa, o un geranio volante colpirti la schiena, non si uscirebbe di casa. Terrorizzati. Che poi rimanendo nel proprio letto al calduccio si possa morire egualmente, causa terremoto o malattie congenite, questo è un altro discorso.
Voglio che continui così, com’è sempre andato. E al diavolo gli istituti di previdenza sociale. Potrebbe essere un secolo o 10 giorni. Ma così. Alle misure della bara poi ci si pensa.
Il discorso [non il mio] fila. E’ logico e sottoscrivibile. E’ colpa mia. Non voglio pensarci.
Ora non voglio. Non ora. No.
No, no: no surprises, please.
| inviato da il 10/3/2006 alle 19:29 | |
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